Affittare costa troppo? Così ti aiutano il comune di Barcellona e Madrid.

OcchioPidocchio torna a parlare di affitti. Nel mio ultimo post vi ho raccontato come il mercato immobiliare spagnolo sia tornato ad essere una giungla speculativa. Oggi, vi racconto come, nelle due grandi città di Spagna in cui ho vissuto, l’amministrazione locale cerca di supportare gli inquilini alla ricerca di alloggio. Personalmente, al mio arrivo a Barcellona, ho trovato un appartamento più che decente ad un prezzo inferiore alla media della città. Questo sì, per ottenerlo, ho dovuto ricorre all’intercessione di un amico locale con un suo vecchio conoscente che ha avuto la bontà di propormi  la sua casa a un prezzo ragionevole. Ciò nostante, credo sia importante continuare ad approfondire questo argomento per la sua estrema importanza per tutti coloro i quali vivono o vorrebbero vivere qui.

Ieri, sono stato personalmente presso il “Consorci de l’Habitatge de Barcelona” per capire che opzioni mi offre il comune della città per cercare un appartamento decoroso ad un prezzo non esorbitante. L’addetta alle informazioni, alla quale ho dovuto chiedere amabilmente in due occasioni di fare switch al castigliano per evitare possibili fraintendimenti, mi ha spiegato come iscrivermi all’utilissimo servizio destinato agli inquilini in cerca di appartamento. Dovrò presentare il mio contratto, meglio se “indefinido”, le mie ultime tre buste paga e la “vida laboral”. Bene, e poi? Potrò avere accesso ad appartamenti garantiti dal comune per prezzo e qualità? Ebbene sì, apportando la documentazione potrò essere uno dei fortunati ad aggiudicarsi uno dei 5 appartamenti offerti in tutta la città. Hai capito bene, cinque appartamenti è tutto ciò che il comune offre come alternativa per combattere l’indecente speculazione immobiliaria che ha trasformato Barcellona nella città dal metro quadro più cara di Spagna. Dai un’occhiata tu stesso.  Davvero troppo poco, soprattutto se lo si confronta con il servizio omologo offerto dal comune di Madrid, del quale ho usufruito durante la mia tappa nella capitale: 5992 appartamenti a disposizione. Il paragone tra il servizio delle due città è davvero impietoso ed imbarazzante.

Ultimamente la “alcaldesa” Ada Colau ha iniziato una serie di consultazioni con tutti gli attori coinvolti nel mercato immobiliario per cercare di tamponare la gravissima situazione che sta mettendo in difficoltà molti abitanti della città. L’intenzione sarebbe quella di imporre un prezzo massimo agli affitti, a seconda delle caratteristiche dell’appartamento, e di aumentare l’offerta di abitazioni da parte del comune di Barcellona. Intanto però il tempo passa, e spesso, molti politici locali catalani, sembrano più interessati in altri temi che preferisco non nominare.

Ebbi l’opportunità di conoscere personalmente l’attuale sindaco di Barcellona durante la sua tappa come attivista del movimento contro gli sfratti indiscriminati e la deprecabile legge ipotecaria spagnola. Io mi occupavo di riprendere ed intervistare famiglie intere che venivano sbattute per strada da agenti in tenuta antisommossa e che venivano condannate ad essere debitrici per il resto della loro vita. Lei lottava, insieme al suo variegato movimento, per cercare di evitare queste scene deprecabili ed indegne di  un paese civile. Conosco quindi, in prima persona, la sensibilità della signora Colau rispetto a questi temi. D’altra parte sono consapevole che mettere ordine ed imporre limiti ad un settore così poderoso economicamente sarà estremamente complesso.

Spero di essere smentito, ma ho la sensazione che, nonostante la buona fede del sindaco, sarà davvero difficile assistere a grandi cambiamenti a breve e medio termine. Per concludere, resta per me incomprensibile e degna di nota l’enorme differenza che esiste attualmente tra le abitazioni offerte dal comune di Madrid e di Barcellona a coloro i quali cercano un affitto a prezzi accessibili.

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