Lo scatològico Natale di Barcellona: consigli, eventi e le mie impressioni

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Quando vivevo in Italia, il Natale era un po’ diverso rispetto ad oggi. Comprando il pandoro natalizio partecipavi all’estrazione di due Ferrari, Nino Manfredi faceva la pubblicità al caffè e l’audiocassetta “Mixage” con i successi del momento era in vetta alle classifiche. Se non hai conosciuto quegli anni, o semplicemente vuoi ricordarli, fai clic qui.

Addirittura i cinepanettoni, che negli anni sono diventati sempre più squallidi, mi sembravano più divertenti e vantavano  compianti caratteristi come Mario Brega o Guido Nicheli. Ma questo post non vuole essere un’operazione nostalgia sugli anni 80/90 made in Italy, anche se, a mio parere, all’epoca si respirava meno rassegnazione e disillusione rispetto ad oggi.

L’obiettivo del post di oggi è darti qualche dritta per goderti il più possibile gli eventi e le iniziative natalizie di Barcellona. Se sei nella capitale catalana o se hai in programma di passarci qualche giorno eccoti alcuni appuntamenti da non perdere.

Il punto fermo del Natale a Barcellona è il famoso mercato di Santa Lucia, patrona della vista. Accanto alla cattedrale non troverai babbi natale ma statuine tradizionali per il tuo presepe ma soprattuto i “caganers”, tanto amati dai catalani. Per chi, come me, è cresciuto in una famiglia tradizionale che considerava il presepe come qualcosa di solenne, vederlo adornato con statuine di omini accovacciati facendo i  loro bisogni  fu un vero trauma. In realtà i “caganers” sono accettati anche dalla Chiesa, auspicano fertilità per l’anno a venire e rappresentano l’uguaglianza di tutti gli uomini. Non male! Da quando vivo qui, sono passato dalle statuine di politici e giocatori, della napoletana Via San Gregorio Armeno, all’immagine di “caganers” intenti ad evacuare. Per dovere di cronaca ti comunico che la statuina catalana di cui sopra, viene preparata anche con le fattezze di personaggi famosi, politici e sportivi. Se non sei un’integralista del presepe e vuoi regalare un souvenir natalizio “made in Catalonia” il gioco è fatto.

 Ma la passione catalana per lo scatològico non finisce qui. Nel mercato di Santa Lucia avrai anche occasione di vedere i celebri tronchetti “tions” il cui compito è quantomeno sorprendente. Questi  tronchi vengono percossi dagli adulti nei giorni natalizi affinchè defechino regali, torroni ed altri dolci. Se vuoi conoscere i dettagli di questo miracoloso processo, fai clic qui.

Di fronte alla Sagrada Familia, troverai un altro mercatino molto celebre, anche se più ridotto rispetto a quello di Santa Lucia. Una buona occasione per visitare la cattedrale di Gaudì ed immergersi nello spirito natalizio di Barcellona.

Per quanto riguarda il Capodanno, la celebrazione ufficiale si svolge nella Avenida María Reina Cristina, se cerchi un ultimo dell’anno on the road, questa è una delle opzioni più gettonate. Non dimenticare di portare con te un sacchetto con 12 chicchi d’uva per mangiarli durante il conto alla rovescia che porta all’anno nuovo, come raccomanda la tradizione spagnola.

E poi c’è la famosa sfilata dei Re Magi, il 5 Gennaio. Si tratta di una spettacolare ed allegra carovana di carrozze, musica, teatro e giocolieri che percorre il centro della città. Vengono lanciate caramelle a tutti i presenti ed i bambini consegnano lettere con i regali che desiderano ricevere durante la notte. Sì, perchè qui in Spagna, i bambini ricevono i loro regali la mattina del 6 Gennaio e a portarglieli ci pensano proprio i Re Magi anzichè la nostra anziana Befana.

Per quanto riguarda la gastronomia, si fa ingesta di una ciambella chiamata “roscón de reyes” che personalmente non riesco neanche a prendere in considerazione. Qui trovi la ricetta di questo dolce che non ha mai fatto breccia nel mio cuore. Ti segnalo anche la zuppa di “galets”, composta da pasta ripiena di carne, ma soprattutto ti consglio gli ottimi torroni locali.

Io, come spesso mi capita negli ultimi anni, volerò in Italia il pomeriggio della vigilia di Natale. Giusto in tempo per il temuto cenone, i brindisi e l’apertura dei regali. Sarà una boccata d’aria necessaria per ricaricare le batterie e ritrovare affetti che, vivendo all’estero, non puoi coltivare come vorresti.

 

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