Mi hanno trascinato in tribunale

Per un amico questo ed altro, e per una giusta causa ancor di più. Così, senza esitazioni, mi sono imbarcato in un volo per Roma alle 6 di mattina per poi rientrare a Madrid a notte fonda. Un ex collega, in causa con il nostro vecchio datore di lavoro, mi aveva chiesto di testimoniare presso il tribunale civile di Roma ed io non volevo essere l’ennesimo a dirgli di no.

Ho frequentato i tribunali in poche occasioni, ed esclusivamente per raccontare processi “mediatici”, così per la prima volta ho vissuto dall’interno l’odissea di un semplice lavoratore in cerca di giustizia. Sono passati tre anni da quando il mio amico denunciò irregolarità nel suo contratto e rimase senza lavoro ne sussidio di disoccupazione. Da allora la giustizia italiana, con i suoi tempi biblici, si è presa in carico la sua vertenza. Il suo giudice non era alto un metro mezzo ne mostrava l’implacabile severità del suo omologo descritto da  De Andrè, tutt’altro. Mi supplicava di essere sintetico e di parlare lentamente perché, oltre a doversi preoccupare di risolvere il caso assegnatogli, doveva dattilografare con la tastiera di un vecchio pentium tutta la mia testimonianza. Non siamo a New York ne a Cogne ma al tribunale civile di Roma dove, oltre a latitare la carta igienica e quella per le stampanti, manca addirittura un segretario che metta per iscritto le dichiarazioni durante l’udienza. Sono gia passati mille giorni dall’inizio del processo e il mio sfortunato amico è rassegnato e, per fortuna, ha trovato un altro lavoro. Tra giornalisti, spesso, ci lamentiamo di contratti irregolari e condizioni indecenti, ma quasi mai attuiamo di conseguenza e avviamo una vertenza per recuperare ciò che ci è dovuto. La lentezza dei procedimenti scoraggia molti ad esigere e perseguire giustizia per non incorre in interminabili, costose e logoranti peripezie.

In Italia si attendono in media 10 anni per esaurire i tre gradi di giudizio di una causa civile.

Fare giustizia è solo distinguere il colpevole dall’innocente o è anche garantire una sentenza in tempi ragionevoli a chi ha sofferto un abuso o viene accusato ingiustamente?

 

 

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