Orari spagnoli vs Orari europei. Che modello preferisci?

Occhio al post di oggi perchè parliamo di orari in terra di Spagna. Come si organizzano la giornata gli spagnoli? Perchè qui si vive ad un altro ritmo rispetto agli altri paesi europei?

Ci sono molti miti e false congetture sull’argomento che purtroppo vengono alimentati da certa stampa straniera.  A tal proposito, puoi dare un’occhiata a questo articolo del “The Indipendent“, alla seguente pubblicazione del “Daily Mail” passando per la perla del “Washington Post“. Queste testate contribuiscono a diffondere l’idea che in Spagna si lavori dalle 10 alle 14, poi si dedichino 3 ore alla siesta per poi concludere il proprio lavoro dalle 17 alle 20. Insomma 7 ore di fatica e 3 ore di siesta al giorno.  Questa visione donchisciottésca però, va ben oltre alcuni mezzi di comunicazione stranieri ed è, purtroppo, una convinzione per molti europei che continuano ad avere una percezione distorta del lavoratore spagnolo.

Chi lavora qui sa bene che la realtà è ben diversa. Tanto per cominciare solo un 16% degli spagnoli fanno una siesta giornaliera. Inoltre, in Spagna si lavora più ore rispetto alla media europea, le pause caffè/pranzo sono più lunghe e si esce dal posto di lavoro più tardi.  Qui, in media, si passa più tempo a lavoro che in paesi come Germania, Olanda, Francia, Regno Unito, Italia.

Ma questo eccesso di ore in ufficio garantisce buoni risultati? La risposta è no! La produttività oraria spagnola è inferiore ai paesi in cui si lavora meno ore al giorno. La giusta ricetta per garantire più produttività sarebbe accorciare gli orari lavorativi  e ridurre al minimo indispensabile le interruzioni.

Insomma, in Spagna lavoriamo di più ma produciamo meno rispetto ai nostri soci europei. Secondo alcuni, gli orari strampalati che contraddistinguono questo paese, sono frutto della vocazione turistica spagnola e sono una condizione necessaria per attrarre e garantire l’afflusso turistico.  Se pensiamo però che in Francia, nonostante il piccolo commercio chiuda i battenti alle 19, si registra un maggior numero di turisti rispetto alla Spagna, l’idea di un legame diretto tra il turismo e gli orari infiniti viene meno.

In questo interessante articolo de “El País” troviamo, secondo me, un quadro reale della situazione spagnola rispetto agli altri paesi europei (compresa l’Italia). In Spagna, oltre a lavorare di più e peggio, abbiamo enormi problemi a conciliare la vita professionale con quella personale. Iniziamo e terminiamo la nostra giornata troppo tardi, lasciamo poco spazio alla vita familiare/personale e andiamo a dormire a notte fonda. Un pessimo modello secondo molti esperti. Personalmente, preferisco pause ridotte ed orari più mattutini per poter essere fuori dall’ufficio non troppo tardi ed andare a letto alla stessa ora in cui, sulle tv di Spagna, parte il film in prima serata. Per onestà devo dire che qualche anno fa avrei difeso gli orari alla spagnola, probabilmente l’età e le mie nuove abitudini personali mi hanno fatto cambiare idea.

 

Quando lavoravo in TV, molti miei colleghi passavano anche 12 ore al giorno in redazione, sebbene non ve ne fosse alcun bisogno. Gli orari si allungavano esageratamente, a volte a causa di responsabili incapaci di organizzare i compiti, altre volte per eccessive perdite di tempopause caffè e break sigaretta che spezzavano continuamente i ritmi. Poi c’erano i “presenzialisti cronici” che cercavano di farsi strada passando più tempo possibile in ufficio per farsi notare dai superiori, ma questa è un’altra storia che ti racconterò in un altro post.

E a te piace l’organizzazione oraria spagnola o preferisci altri modelli europei?

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