Ricomincio da Barcellona

Cinque anni dopo aver mollato tutto ed essere volato da Roma a Madrid con un biglietto di sola andata, ci sono cascato di nuovo. Altro viaggio a senso unico, questa volta da Madrid a Barcelona.

Il cambio è stato netto, basta televisione e giornalismo d’inchiesta per un lavoro di comunicazione e marketing in una multinazionale della moda. Un altro mondo, forse meno eccitante ma più tranquillo e senza tanti rischi per il corpo e per la mente. Niente manifestazioni di protesta, cariche della polizia, inchieste rischiose e vita da reporter, senza orari né garanzie. Ho scelto di ripartire e di rimettermi in discussione; o forse ho solamente scelto la via più semplice per cercare la mia felicità. Almeno per ora.

Sarei disonesto se dicessi che non mi manca l’adrenalina di quei momenti ed il miraggio di poter informare e approfondire temi anche molto scomodi. Sarei scorretto se ricordassi solo gli occhi dei familiari delle vittime di Angroi o le notti passate con il cameraman appostati in luoghi non proprio raccomandabili. C’è stato molto altro, ci sono stati storie a lieto fine, sorrisi e molti reportage che sono serviti a fare luce su realtà troppo spesso ignorate. Ho conosciuto la Spagna in lungo e in largo, con le sue tradizioni e contraddizioni, con i suoi tori torturati e le sue processioni religiose. Tutto questo mi fa sentire che oggi, la Spagna è la mia casa.

A 3 anni di distanza riprendo in mano la mia creatura Occhiopidocchio, per troppo tempo abbandonata. Lo spirito del giornalista non muore mai, e sento la necessità di tornare online. Scriverò della mia nuova città, della mia nuova vita e della Spagna che cerca di riprendere fiato dopo una crisi economica catastrofica che l’ha portata ad essere il paese europeo con il record di disoccupati, ben 4 milioni. Una vera e proprio catastrofe sociale che, per mia fortuna, ho vissuto solo da spettatore.

Per quanto riguarda il cambio di città, alcuni dei miei amici catalani dicono che venire qui, equivale a emigrare a un’altra nazione; per loro “Cataluña is not Spain”, ma questa è un’altra storia…

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