Il mio trasferimento da Madrid a Barcellona ed il concerto di Andrés Calamaro

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Una macchina piena zeppa di scatoloni, buste formato maxi da ipermercato, il mio PC, varie cianfrusaglie e una chitarra. Così fu il mio arrivo a Barcellona, una domenica pomeriggio di Novembre sotto una sottile pioggerella.

Non fu semplice smantellare la mia vita precedente a Madrid, in sei anni la capitale spagnola mi aveva dato più di quello che avessi potuto immaginare quando emigrai dall’Italia qualche anno prima. Ma era ora di uscire dalla zona di comfort, di reinventarsi con un nuovo lavoro e di ricominciare da capo a Barcellona. Il primo impatto con la città fu un pò complicato ed ostico, non avevo più la mente sgombera dei vent’anni e ricostruirsi un’esistenza in nuova città è, oltre che una bella avventura,  è una vera sfida.

A rendere più complicato il tutto, ci pensò la mia nuova casa quasi completamente vuota e priva di alcuni accessori elementari come un letto, un comodino, un sofà e via discorrendo. E’ il prezzo da pagare quando ci si trasferisce in fretta e furia, senza aver tempo di pianificare le cose a dovere.
Il nuovo lavoro ed i nuovi colleghi furono, nella maggioranza dei casi, gentili e disponibili. Evidentemente la mia immagine di ragazzotto un pò spaesato aveva fatto breccia nei loro cuori.

Dopo anni passati facendo il miglior mestiere del mondo, girando reportage in luoghi inospitali e dopo aver tenuto in mano un microfono in situazioni altamente critiche, pensavo che un lavoro normale in una città meravigliosa sarebbe stato tutto meno che complicato per me. Mi sbagliavo, a volte la vita ti sorprende e ti dimostra chiaramente che non esistono percorsi facili o difficili in sé; la pendenza di una salita la costruisce ognuno di noi dentro la sua testa. Non è un segreto che per lottare ed arrivare in fondo, spesso, sia più importante il cervello che le gambe.

I primi mesi a Barcellona passarono volando, tra visite di amici e familiari, lavori in corso nella nuova casa, viaggi e tante cose da imparare nella nuova azienda. Arrivò la primavera e, come risvegliandomi dal letargo, decisi di inizare a vivere davvero la mia nuova città. Nella mia testa, improvvisamente, si accese un interruttore: era arrivato il momento di correre e non di trascinarsi.

Oggi, tre anni dopo, ricordo chiaramente quel momento in cui decisi di riprendere in mano il timone della mia vita e trasformare questo luogo nella mia nuova casa. La mia colonna sonora di quei giorni non fu di un artista catalano ma di un rocker argentino dalla voce inconfondibile e dalla vita burrascosa: Andrés Calamaro. Il concerto di Calamaro nella capitale catalana fu il primo live che mi regalai a Barcellona. Un momento emozionante per una nuova ed appassionante tappa che era appena cominciata.

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