Vorrei e quindi posso: il caos dello shopping natalizio

L’uomo è capace di ricadere negli stessi errori ripetutamente. La dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, sono le immagini che provengono da tante località spagnole, italiane e non solo alla vigilia delle feste natalizie.
La lista delle città in cui si sono registrati assembramenti e caos è lunga e non conosce confini nazionali. Non si infrange nessuna legge passeggiando per strade affollatissime alla ricerca di regali o curiosando tra i negozi se si indossa la mascherina d’ordinanza e si rispettano le raccomandazioni sanitarie. Inoltre, molti esercizi commerciali sono sull’orlo del fallimento ed hanno assolutamente bisogno di riprendere a lavorare per cercare di non affondare. Tutto questo è comprensibile, ma quanto è opportuno? Passeggiare un sabato pomeriggio per le vie dello shopping più affollate è una maniera di aiutare le attività in crisi o il riflesso di un consumismo irresponsabile? Si tratta di una sana voglia di normalità o di un comportamento imprudente di chi vuole vivere questo Natale come se la pandemia non esistesse?
Il confinamento è una spada di Damocle ed ancor di più lo sono i dati sul contagio che fanno presagire mesi durissimi. In Europa, c’è chi ha preso decisioni drastiche e chi, come la Spagna, per ora sta solo valutando ulteriori restrizioni. Viste le cifre delle ultime ore ed i dati tutt’altro che incoraggianti le misure attuali potrebbero rivelarsi ampiamente insufficienti. Il Ministro spagnolo della Salute Illa, ha dichiarato che bisogna affidarsi alla responsabilità dei cittadini quando è stato criticato per non aver imposto blocchi più severi. Roventi polemiche ha scatenato la possibilità di spostarsi tra regioni per visitare la famiglia ma anche una “persona cara”, cioè qualcuno con cui abbiamo un vincolo affettivo senza alcun vincolo familiare. Molti lo accusano di lasciare la responsabilità nelle mani della popolazione e di non esercitare il suo dovere per non essere impopolare. Insomma, si contrappongono una visione dello stato che dispensa indicazioni il cui compimento ricade sui cittadini a quella di un governo balia che usa il pugno di ferro.
Io quest’anno ho scelto, non senza dispiacere, di passare le feste a Barcellona. Lontano dai miei affetti che vivono in Italia ma con la speranza che la primavera del prossimo anno ci restituisca ciò che  davamo per scontato e che oggi, alcuni, faticano ad accettare mettendo in pericolo sé stessi e gli altri.
Intanto, una terza ondata di contagi potrebbe essere il terribile conto da pagare per queste settimane natalizie.

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