Voi sopportereste dei tipi cosí?

Hola, sono un emigrante 2.0. Niente a che vedere con quegli italiani baffoni e malvestiti che si ammucchiavano su barconi transoceanici o treni diretti in Germania. Io mi imbarco su voli low cost con un trolley dalle misure imposte e indosso la nuova moda a basso costo di Zara o H&M. Non ho lasciato la patria per fame, ma per scelta. I prezzi gonfiati dall’euro sono solo un danno collaterale; l’Europa unita per me significa, indiscutibilmente, un mare di opportunitá fuori dai confini nazionali.
Gli spagnoli sono troppo avanti; loro si che sanno godersi la vita. Adoro le loro abitudini e la loro cucina. In ogni caso, ogni mese mia madre mi manda un cartone pieno di biscotti per la colazione, parmiggiano stagionato per il pranzo e mozzarelle di bufala campana per cenare.
A me, sinceramente, da ribrezzo l’Italia; chi resta in patria è un bamboccione o un complice. Ogni mattina leggo i quotidiani italiani online, poi posto un commento polemico sul blog di Beppe Grillo e infine collego skype. La stampa e i telegiornali spagnoli non li seguo. Che pena mi fanno i primi emigrati italiani in Argentina; perdevano ogni contatto con la terra d’origine. Io, invece, ogni volta che soffro di nostalgia o cerco notizie sui nuovi acquisti della mia squadra del cuore, chiamo gratis grazie al wifi del mio telefonino ultima generazione.
Sono a Madrid da soli tre anni e sono gia pieno di amici; naturalmente tutti italiani. Se il mio spagnolo ti sembra maccheronico, non andare per il sottile, alla fine siamo comunque stranieri. Non mi serve parlarlo perfettamente nè per lavorare, nè per rimorchiare. Sono in stage presso questa o quella istituzione italiana in Spagna e mi pagano due soldi; per consolarmi mi sono regalato una settimana a Miami per capodanno. Vivo in pieno centro e l’affitto è un po caro, ma i genitori servono anche a questo no?
Questa è solo una breve raccolta di alcune conversazioni che ho intercettato o alle quali ho partecipato durante feste piú o meno ufficiali della comunitá italiana a Madrid. A tali eventi partecipa, spesso, solo questo genere di emigrati assolutamente insopportabili. Si sentono furbi e arrivati. In realtá sono andati all’estero a vivere all’italiana con i soldi di papá; tra qualche anno, probabilmente, torneranno in patria per vantarsi dei loro “successi” lontani da casa.

La realtá è che non emigrano solo giovani promettenti ma anche egregi rappresentanti dei difetti endemici della nostra italietta. Per favore, non parlatemi solo di fuga di cervelli!

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